Pensieri, Viaggi

Dopo la tempesta

2 novembre 2018

Due giorni fa ho guardato per ore il tg di antenna3… l’unico che si stava occupando degli eventi in tempo reale, anche se paralva solo della pianura. Vento di scirocco, fortissimo, bloccava l’entrata in mare di alcuni dei nostri fiumi, gonfiati da piogge smodate in montagna. Scenario già visto e allarme meteo annunciata. La paura era quella di trovarsi la casa allagata. Paura che avevo già avuto nel 2010 quando per un fortuito caso mi ero trovato a vivere dalla parte fortunata del fiume, che invece ha rotto dall’altra parte. I danni, già accaduti in passato, potevamo solo immaginarli. Perché questa volta, subdoli, sono stati pure peggio del 2010.

Nella bassa pianura padana, siamo stati miracolati tra una Venezia allagata e le dolomiti letteralmente spazzate. Solo che a Venezia i disagi sono gestibili dai locali e per i turisti si tratta di un gioco. Sulle Dolomiti invece… bah… chissà se mai si potrà ripristinare.

Le strade si rifanno, le case si aggiustano, la corrente torna… ma le foreste… le foreste quelle prima di 20 anni non se ne riparla. E i piccoli paesi, i resilienti che facevano belli i nostri weekend, che ci accoglievano nelle nostre passeggiate o sciate… cavolo quelli sono a rischio estinzione. Senza alberi ne sarà compromesso il clima, ne saranno compromessi i suoni, la luce… senza alberi dico… intanto gli alberi sono la, per terra a marcire. Prima di essere senza alberi, bisogna raccoglierli e portarli via. chissà quanto tempo servirà!
Asiago dove vado spesso, le Melette che pure stavano riaprendo gli impianti sciistici, Valformica con la sua oasi di freschezza in estate, la piana della Marcesina… passata l’emergenza, chissà se saranno riconoscibili. Su qualche giornale qualcuno ha detto che è peggio della guerra… che quest’anno è rievocata nel suo centenario… qualcuno azzarda cifre… ho letto di 300mila alberi caduti… ma dopo ogni curva, su strade bloccate da alberi, si apre un nuovo versante devastato… la conta è destinata a salire.

Un Rocca Pietore senza corrente, telefoni, da ormai 5 giorni. Paradossalmente manca anche l’acqua. I serra di Sottoguda che avevo percorso con gli sci con una fiaccola in mano… la strada sembrea nemmeno esserci più.

Ad Alleghe dove vado d’inverno a sciare… all’ingresso dell’impianto, vicino al lago non ci sono più alberi!! Un amica strettamente legata alle dolomiti e all’Agordino ha aperto una sottoscrizione per raccogliere qualcosa per fornire un piccolo aiuto… in queste occasioni tutto è niente, ma c’è bisogno di ogni piccola cosa… se volete il link è questo

Ma da lontano… un aiuto concreto è difficile da fornire… prima di “FARE” qualcosa c’è da pulire, ma non sarà di certo veloce. poi arriverà la neve a coprire… e in primavera si apriranno di nuovo le ferite sepolte.

Un po’ di foto… quelle di un Veneto desideroso di autonomia e di cui i media nazionali parlano a denti stretti.

Pensieri

Ford C-Max… impressioni d’uso dopo 2 anni

1 settembre 2018

Finora ho guidato in modo abbastanza intenso, tra macchine di famiglia e morosa, 7 macchine. Per la precisione
1 Seat Ibiza
1 Honda Accord
2 VW Polo
1 Audi A4 Avant
1 Lancia Musa
1 Ford C-Max attualmente in uso.
Occasionalmente una C3 Pluriel e una Subaru Forester su cui però ho fatto ben poca strada.
Ognuna con pregi e difetti… ma mai mi era mai capitato di incazzarmi con una macchina per errori e difetti grossolani come con quelli riscontrati sulla mia attuale Cmax, fortunatamente a noleggio e che lascerò al più presto.

Cosa non va??

  1. Problema notato il giorno dell’acquisto, ma rilevato come non problema da Ford: Il foro per l’inserimento della vite/valvola GPL è troppo vicino al foro di entrata della benzina. All’atto di inserire la vite GPL, o la si forza o non si avvita. Alla ford mi hanno detto “forzala un po”.
  2. La parte multimediale/navigatore fa cagare il cazzo: passare da Radio a Cd richiede la pressione del tasto “source” 7-8 volte, in cui si cicla rispettivamente tra 1)line in (a cui non ho collegato nulla), 2) iphone (che si collega automaticamente alla macchina per via del vivavoce, ma su cui non ho musica, quindi inutile), 3-4) ben due radio AM che, in italia, praticamente non sono usate. 5) il numero 5 sarebbe il canale voluto, ma l’estrema latenza del tasto source porta tuttavia ad una attesa di circa 1 – lunghiiiiiissimo – secondo tra la pressione del tasto e il cambio di sorgente e in questo tempo si ha il dubbio se il cambio sia avvenuto o meno… morale della favola, spesso si preme Source 1 volta di troppo e bisogna ciclare due volte per passare da Radio a Cd.
    L’alternativa di passare da Radio a CD tramite touchscreen è vivamente sconsigliata, poiché la dimensione del tasto e la sua posizione su uno schermo touch scadente porta verosimilmente a mancarlo clamorosamente o a dover togliere lo sguardo dalla strada per premerlo 3-4 volte prima di avere l’effetto desiderato. Ah.. ci sono i comandi sul voltante, ma non c’è il tasto “source”. Il comando vocale è così controintuitivo che lo considero una non opzione: Bisogna premerlo tre volte e dare 3 comandi vocali improbabili: Tasto comando vocale e pronunciare “multimedia”. Tasto comando vocale e pronunciare “Seleziona sorgente”. Tasto comando vocale e pronunciare “CD”.
  3. Il telefono va configurato per connettersi automaticamente ed essere usato come vivavoce. Una volta che il telefono si connette, non emette più suoni. Se arriva una chiamata viene gestita dalla macchina, ma se arriva un sms, un whatsapp, una notifica di qualsiasi altra app… niente. Nessun suono. Questo potrebbe esser giustificato dal fatto di evitare distrazioni alla guida… peccato che sparisca l’audio anche dei messaggi vocali di whatsapp, le indicazioni vocali del navigatore del telefono e, udite udite, questo avviene anche se siete un passeggero che ha connesso il telefono alla macchina solo per condividere un po’ di musica. Pessimo.
  4. Nel normale utilizzo quotidiano
    – è comparsa una grande plastica sotto il sedile guidatore… mi rivolgerò all’assistenza per capire da dove si sia staccata perché non ne ho trovato l’origine.
    – Si è staccata, ed è troppo lasca per riattaccarla, una plastica che copre una presa poco sotto il volante ad altezza ginocchia. La riattacco settimanalmente per sentirmela girare tra i piedi pochi minuti dopo.
    – Sotto la porta passeggero, praticamente inutilizzata, la guarnizione isolante si è staccata totalmente e le poche volte che apro quella porta, nel richiuderla vedo la guarnizione pizzicata fuori dalla macchina.
    – La cappelliera è fissata, per alzarsi con l’apertura del baule, con i soliti due pioli, che sulle altre macchine mai hanno dato problemi, qui invece si staccano anche durante la marcia. Cioè, sistemo la cappelliera prima di un viaggio e la trovo già staccata alla riapertura del baule.
    – Se i passeggeri posteriori dimenticano la luce accesa e ce ne si accorge quando si chiude la macchina non c’è modo di aprire in velocità la macchina, spegnere le luce e richiudere la macchina: succede che la luce posteriore è divisa in due parti con rispettivo pulsante e quando riapri la macchina con la chiave non sai quale dei due bottoni è stato premuto perché entrambi si illuminano come previsto all’apertura della macchina. Se li premi entrambi, ne spegni uno e accendi l’altro, ma non c’è modo di vederlo perché il timer della luce legato alla apertura della macchina le tiene entrambe accese. Allo scadere del lunghissimo timer hai ancora 1 luce accesa e non si sa se è scaduto il timer o se sia la luce accesa da prima. Morale della favola si fa prima a montare in macchina, accenderla (in modo da far spegnere tutte le luci interne automatiche), spegnere col bottone la luce rimasta accesa, spegnere la macchina, chiuderla. Semplicemente assurdo.

La macchina non va male. Ma è semplicemente anonima… il che la renderebbe una macchina discreta se non fosse per tutte queste pataccate che me la fanno odiare!

Pensieri

il tempo che passa…

8 giugno 2018

Giugno 2018… che ho ancora un sito me lo ricorda il provider con una mail che dice che devo spendere dei soldi per conservare il dominio… Per il resto, è da quasi un anno che non lo guardo o non ci scrivo… sarà forse per colpa di Gian che il mio tempo è scomparso?!? Beh… si, ma non solo. E’ “colpa” di Gian e di Tobia… di Gianandrea e Diego Tobia che insieme riescono a occupare il 100% (facciamo 130% va) del tempo in cui non sto lavorando!

Il primo è ormai un ometto, il secondo è un cicciobello gonfio di latte grande come se avesse 3 mesi di più 😀 che cari che sono!

Ad ogni modo è di nuovo giugno, è tornato il caldo e l’inverno pur nevoso di quest’anno è ormai un ricordo sbiadito viste le pochissime sciate fatte… altro che neve, qui già si guarda dubbiosi verso il condizionatore! Per il resto procede tutto come al solito in una nuova routine velocissima che coinvolge e mescola alternativamente gioia e stanchezza, senza che una possa prevalere sull’altra.

Manca giusto una tesi per terminare il corso di optometria (e potrebbe volerci ben più tempo del necessario), manca un mese scarso a qualche giorno di ferie al mare dopo due anni di “dritto”, manca 1 giorno all’inizio dell’isola pedonale serale che tanto me gusta e i ritmi si fanno lenti, estivi, che si trascinano svagati e pigri sulle ombre corte proiettate dai muri a mezzogiorno.

A letto per l’umidità si comincia a non dormire più ma almeno ho la scusa per riuscire ad alzarmi ad un’ora decente per andare a correre quasi regolarmente una mattina si e una no… cosa che miracolosamente sto facendo con una costanza che mi stupisce…

Le notti appiccicose sono affrontate anche grazie a Xenoblade Chornicles 2, gran giocone per Switch! Dopo 50 ore sono neanche a metà storia… pare bello bello!!

La mia mega collezione trentennale di videogiochi nel frattempo è stata, con estrema sofferenza, venduta… troppo rischioso avere un marmocchio che gira per la casa a colorare artbook limited edition e strisciare cd immacolati o, peggio ancora, ad aprire collector’s edition ancora sigillate… quindi mega asta ebay e mega stock con più di 300 giochi e 30 console, accumulate dal 1987 quando mi è stato regalato il NES… se non fosse stato per la disattenzione di mia mamma avrei avuto ancora tutti i numeri del giornale Club Nintendo…

Pensieri

il mio pokémon

26 agosto 2016

In questo periodo in cui i pokemon sono diventati molto casual, piuttosto che alla app per smartphone (che un po’ mi ha già rotto le palle), mi sto dedicando al mio pokemon esclusivo… Quello che ho a casa che si chiama Gianandrea… E’ ancora di livello basso, ma sa già molte più mosse delle 4 che di solito sanno gli altri pokemon. Sono certo che ne imparerà altre a breve, ma intanto mi segno le più curiose perchè potrei dimenticarmele:

Giugular Kick – da steso calcio sul collo della ignara vittima che sta giocando con lui. Stordisce.

Giugular Pinch – da “in braccio”, pressione sulla giugulare con indice e pollice muniti di unghie lunghe 2 cm anche se appena tagliate. Instant kill!

Double Back-heel kick – da supino, fa tremare la terra sbattendo ripetutamente i talloni su pavimenti rigidi.

Edible Raspberry – Spruzzo di omogeneizzati dalla bocca che seccandosi incrostano l’avversario, paralizzandolo. Superefficace.

Spoon Locker – Con il suo unico dente ferma i cucchiaini che all’occorrenza gli vengono messi in bocca e non li lascia fino a quando non si distrae. Inutile e irritante.

Heavy Look – in qualsiasi posizione, sguardo intenso, fisso e senza sbattimento di palpebre; tenuto ad oltranza. Impossibile da reggere. Incute terrore e smarrimento.

MonoTone – Sospiro da una lettera della durata di 2-3 secondi, anche da addormentato. Scatena ilarità generalizzata.

Eardrum Exploder – Strillo stordente quando viene messo da solo nel letto di camera sua.

Sotto una foto che ho fatto dopo esser stato colpito dalla combo di Edible Raspberry e Heavy Look, prima di incrostarmi.

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Eventi, Musica, Viaggi

Street Parade!

26 agosto 2016

Questo post ha il punto esclamativo a differenza di quello precedente che aveva il punto di domanda!

Sveglia alle 3 di sabato mattina. Alle 4 meno 5 sono sotto casa di Marco per caricare il frigo con le birre. Alle 4 son sotto casa di Matteo che già ci aspetta fuori e ha tutto (fuorchè la carta d’identità).

Zurigo non è esattamente vicina… ma la mattinata è fresca e si viaggia bene… riusciamo a fare solo una pausa colazione e poi via dritti.

Arriviamo in albergo alle 10:30… perfetti!

Buttiamo la macchina nel parcheggio più caro d’europa, facciamo il check-in nel nostro albergo/supermercato, travasiamo le birrette dal frigo agli zaini e si parte a piedi.

Giornata senza una nuvola!

La street parade è una cosa che non saprei bene classificare… Quel milione di persone che c’è non ci va per la musica, non per vedere gente strana, non per vedere quella strepitosa mole di tette e culi, non per la dggrooga che pure girava abbondante… Ci va per tutto questo insieme e per il fatto che una città che accoglie 1 milione di persone che nello stesso giorno arrivano, festeggiano e tornano è una città con una grande amministrazione, una mente aperta e un futuro radioso… di per se questo è già il più grande degli eventi ed essere la in quel momento te ne fa sentire un po’ parte, o perlomeno ti fa vedere che cose grandiose sono possibili… basta volerle.

Foto ne ho fatte poche… metto quella che si trova nel sito ufficiale dell’evento, che spiega bene come sono andate le cose!

street parade 2016

Musica, Viaggi

Street parade?

10 agosto 2016

Dura la vita del papà: ferie trascorse a casa, giri in giornata passati a caricare e scaricare la macchina di passeggini, seggiolini isofix e pannolini… e allora rivincita di un giorno: street parade a Zurigo! che in se non è che sia sta gran cosa, ma a 35 anni, partire di notte e farsi 6 ore di macchina per andare ad un festino techno in svizzera in compagnia di due amici mi fa tanto CCCiovane!

Qualche anno fa ci ero già stato, ma non so perchè sentivo che sarebbe stata l’ultima volta… e invece sabato si replica!
Update a seguire lunedi!

Pensieri

Un anno vola…

14 luglio 2016

Ricordarsi di avere un blog solo perchè arriva la mail del provider che ti chiede di rinnovare il dominio… ahhhh… bei tempi quando si aveva del tempo libero ^_^

Questi ultimi mesi sono passati veloci… sono successe un mucchio di cose, fortunatamente tutte belle, che hanno tolto un po’ di quel tempo che buttavo via scrivendo qualcosa su questa pagina e quindi da ottobre ad oggi siamo stati decisamente poco attivi…

Uno degli ultimi post parlava di un giro a Malta… proprio quel viaggio, col senno di poi, facendo i conti a ritroso, sembra abbia “influenzato” l’ultimo degli eventi di questo post…

Un’estate (ormai la scorsa visto che siamo ben dentro a quella attuale) passata a banchettare visto i 3 matrimoni della nostra compagnia e altri 2 matrimoni di amici: in pratica ogni domenica era un feston e ora, come risultato, la mia compagnia è fatta quasi esclusivamente da coniugati >_<

Un luglio con un viaggione dalle parti di New York…(in realtà è stato Boston, Philadelphia, Lancaster, Washington, Lancaster e solo per ultimo New York).

Un viaggione che… per quanto ogni spostamento contribuisca con un bilancio positivo alle esperienze delle persone, è comunque stato un salto in un mondo che non mi appartiene, lontano, anzi agli antipodi di quello che mi piace e che sceglierei come luogo ideale. Un posto difficile da desiderare per chi come qua in Europa ha solo tanto da perdere… ma questa è solo un’opinione personale e so sembrare assurda alla maggioranza dei miei conoscenti.

Tornato da quel viaggio abbiamo iniziato l’iter per rinnovare l’arredamento del negozio. Tra una lunghissima progettazione e una snervante rifinitura dei dettagli sono passati diversi mesi, e sono stati… ehm.. totalizzanti, in cui c’era poco spazio per fare altro: Ottime le ditte che ci hanno affiancato nei lavori, ma seguire in prima persona un cantiere è una cosa difficilissima… o meglio difficile è interfacciarsi con artigiani che farebbero un po’ di testa loro e che occasionalmente tendono a lasciare i lavori a metà… mannaggia vostra 😀

Solo soddisfazioni invece nel collaborare con, ad esempio, la tipografia La’mas che ci ha curato il nuovo logo e parte dell’immagine aziendale, nel trovare con Enrica delle idee interessanti per delle vetrine e nel realizzarle di notte con degli amici che ti capitano in negozio dopo l’orario di chiusura (grazie Eve)

Lavori duri da “digerire” anche per i genitori, che sono stati ad osservare la loro seconda casa sventrata prima e ricostruita poi. Poco male il colpo sembra essere stato accusato bene e il nuovo inizio sembra aver “ringiovanito” pure loro.

Lavori duri da seguire anche perchè proprio nei giorni di consegna del cantiere si era pronti a partire destinazione ospedale di Chioggia per l’arrivo di Gianandrea, che si è fatto sentire il 7 febbraio, per poi arrivare il 9 febbraio dopo due giorni di attesa, dopo una attesa che era cominciata… a Malta! Yeah… tutto torna!!!

Penso di non aver ancora realizzato cosa sia successo.. Di sicuro c’è che di mattina mi sveglio che c’è un cucciolo nella culletta vicino al letto che tiene le gambe per aria e mi guarda con due occhioni spalancati e sorride… Caaaaaaro Giambombo!!! Ora che ha 5 mesi e comincia a ridere, a parlottare, a dire la sua…

Le mie toste giornate filavano così tra una vomitata addosso e un cambio pannolino e l’inverno manco l’ho visto… proprio questo inverno che ha visto neve fino a metà aprile… ho avuto solo ora tempo di guardarmi indietro ed è passato quasi un’anno… ma direi che sono soddisfatto!

A presto!

Pensieri

A lavoro nei mezzi pubblici…

29 ottobre 2015

Qualche giorno fa per un motivo non rilevante dovevo essere a Milano alle 9:30.
Parto da casa in macchina a un ora che non ricordo di preciso, ma di sicuro era abbastanza presto perché al parcheggio del tram non c’erano che 3 o 4 persone; poi dentro al tram saremo stati in 6.
Per un attimo lo scricchiolio di quel tram che è nuovo ma suona come se avesse un secolo mi ha fatto sorridere… ho pensato che ai mezzi pubblici ci si possa affezionare, che forse possono diventare una routine, che ti fa sentire parte di una città… un po’ come il sangue di un essere vivente, l’uomo potrebbe essere come i globuli rossi che corrono avanti indietro nei canali preferenziali della città-corpo.
Poi ho anche pensato che quando per studio o lavoro ho preso i mezzi pubblici in modo regolare non ci trovavo nulla di bello…
Ma ho provato a far finta di niente e pensare che forse mi sbagliavo.
Arrivo in stazione e dopo mezz’ora di attesa, perché ero in anticipo io e non in ritardo il treno, monto su un freccia qualcosa che puntuale mi porta a Milano.
Il treno era pulito, silenzioso e in orario. Dopo due minuti dalla partenza mi sono identificato come viaggiatore occasionale. I viaggiatori abituali hanno sfoggiato tutti il tablet… 2 o 3 hanno pure tirato fuori un pc, ma la quantità di tablet mi ha stupito… ero nell’ultima fila della carrozza e sembrava di guardare un aereo di Emirates con le tv su ogni sedile… ognuno col suo schermetto, tutti a guardare qualche cagata su facebook.
Pure in quel momento ho pensato che la routine di un viaggio, magari lungo una o due ore, potesse essere considerato come del tempo per se stessi, di nuovo che potesse essere figo, che uno potesse quasi avere voglia di montare in treno il lunedi mattina.
Poi io ho dormito… i miei compagni di carrozza no, a quanto pare, perché quando mi son svegliato a Brescia erano ancora intenti a guardare i loro schermetti (anche se ora avevano tutti attaccato il caricabatteria).
Fino a Milano io ho tirato fuori il 3ds… mi son sentito come se avessi tirato fuori il portatile della Clementoni, ma tanto ero in ultima fila, nel posto sfigato da solo vicino alla porta e non mi ha visto quasi nessuno… E poi ancora, in ogni anime giapponese c’è qualche studente che gioca con una console portatile nei mezzi pubblici e quello l’ho sempre considerato figo… torna sempre lo stesso discorso che forse veramente usare i mezzi pubblici può diventare un gesto assolutamente normale, piacevole, necessario, che vissuto con un po’ di indifferenza, scandisce certi piacevoli momenti della giornata.
Sceso dal treno non ci ho più pensato fino a quando, poche ore dopo stavo per procedere al viaggio di ritorno: Freccia Bianca, Metrobus, macchina… Ora le facce delle persone erano scure. Non assonnate, ma spente, stanche, scazzate. I tablet scarichi scorrevano ancora pagine di facebook, ma ora le persone erano nervose… accendevano schermi, scorrevano notizie che non si aggiornavano abbastanza velocemente, spegnevano schermi per tornare a riprovare poco dopo in caso la vita di qualche loro amico fosse stata più interessante del loro essere seduti in un treno. Si sfoglia anche instagram quando facebook non basta più… e poi pinterest e tutto quella palette di app che cambiano solo nome ma che hanno in comune lo stesso concept: distogliere l’utente dal fatto che viaggiare per lavoro nei mezzi pubblici farà sempre cagare… al massimo sei fortunato a trovare un posto a sedere.
Se poi viaggi in compagnia forse uno dei due vorrebbe stare zitto mentre l’altro parlare, e in questo caso è una merda doppia; o magari quello dietro di te parla al telefono con voce troppo alta per te che hai gli occhi che si chiudono, o magari quello che hai a fianco ha il naso che smoccola colto da un raffreddore fuori stagione e tu stai li pregando di non prenderti la sua sfiga… insomma… per lavoro, è quasi sempre una merda…
Fortuna che domani c’è il sole e a lavoro ci vado in bici e da solo!

Eventi, Gadget

Evento Microsoft Ottobre 2015

7 ottobre 2015

Chi mi conosce sa che sono un fanboy Microsoft (oltre che Nintendo).
Prendere le parti di Microsoft è quantomeno insolito tra chi smanetta con i computer… è molto più facile lamentarsi di Internet Explorer, lodare la stabilità e sicurezza di Linux, la sua predisposizione a fare da riga di comando cose complicatissime che su windows si fanno con un click, esaltare le doti immaginarie dei mac (tuttora sento qualche scimmia dire “è tutto più semplice, intuitivo”, “il mac lo usa chi fa grafica o video”), usare uno smartphone Android perché “è costruito attorno ai servizi di Google che è tutto quello che uso”, giocare con una Playstation 4…
Io invece no… io sono un fanboy Microsoft e della conferenza di ieri sono rimasto molto soddisfatto.
Certo nel 2015 esaltarsi per la presentazione di un tablet, di un telefono e di un notebook non mi sembra il caso, ma invece mi appaga molto il concetto che sta dietro a Windows 10, cioè l’assenza di transizione nel passaggio da desktop, a tablet, a smartphone, a console, a smartband: sempre la stessa interfaccia che ci accompagna nei vari step della nostra vita che ormai, siamo onesti, passiamo per gran parte davanti ad uno schermo.
La connessione totale e pervasiva, un account globale che ci segue e si adatta alla piattaforma.
Apple c’era vicina, ma il suo approccio si limita ad avere lo stesso account su telefono/tablet, computer e smartwatch (nell’ipotesi abbiate tutti i prodotti Apple), ma con tre sistemi operativi diversi e tre interfacce diverse.
Google fornisce i suoi servizi su tutti i dispositivi, ma accedervi è l’opzione di default solo (quasi) su Android.
Con Microsoft abbiamo la fusione dei due approcci e il superamento di entrambi: lo stesso sistema operativo (o meglio, la stessa interfaccia) in ogni dispositivo e l’impressione di avere un riferimento comune in tutti i device digitali che ci circondano… questo approccio mi affascina molto!
Concordo che il percorso per arrivare a questa situazione è stato tortuoso, e costellato da diverse sviste, ma ora la visione completa del progetto sembra quasi concretizzarsi…
Se qualcuno vuole regalarmi un Surface book mi dia un chiamo!!

ah… se vi siete persi l’evento di ieri, potete guardarlo qui.

Eventi, Video, Videogiochi

E3 2015

18 giugno 2015

Qualche anno fa l’E3 lo seguivo con molto più entusiasmo… Non c’entra il discorso “età”, non mi pare che il poco tempo da dedicare ai videogiochi possa giustificare un interesse “decadente”… la realtà è che, videogiocando assiduamente da oltre 20 anni, praticamente le ho viste tutte… e in un industria che preferisce puntare su grafica iper-realistica piuttosto che su storie verosimili e coinvolgenti, di vedere un nuovo Halo, un nuovo Uncharted, un nuovo Starfox… beh ecco… non me ne frega più una mazza.
Si è vero… Fallout 4 lo prenderò lo stesso; il prossimo Zelda (grande assente a questo e3) pure, come giocherò anche al nuovo Need for Speed… ma qui si parla di affetto più che di interesse… forse neanche di affetto, ma di abitudine.
Eppure qualche cosa che ancora solletica la mia fantasia l’ho trovata anche quest’anno…

Sembra sia sulla strada giusta per essere completato The Last Guardian… seguito spirituale di Ico e Shadow of the Colossus, questo rappresenta IL gioco per cui acquisterò la Playstation 4. Questo l’ho detto anche nel 2009 penso (quando ancora si sperava potesse uscire su ps3), ma per ora continuo a tenermi i soldi in saccoccia nel caso dovesse essere rimandato per altri 2-4-10 anni!


Project Zero – Maiden of Black Water: Sempre la solita IRRESISTIBILE menata. Survival horror con donnine giapponesi rigorosamente disarmate = PREORDINATO!


Decisamente rabbrividente anche Until Dawn… siamo più sul filone dei film interattivi più che dei videogiochi, ma chiudiamo un occhio e godiamoci questo titolo che pare essere caruccio!

La tecnologia dietro i visori Project Morpheus/Oculus Rift è ormai quasi pronta e presto saremo pronti per incastrarci dentro allo scenario proposto nel libro Ready Player One di Ernest Cline. Ad ogni modo per ora si è pensato solo di applicare questi visori ai videogiochi tradizionali, di fatto, umiliando una nuova tecnologia… un piccolo tentativo di scostarsi da questo approccio è Summer Lesson, che guardando il trailer sembra una cosa da maniaci, ma magari potrebbe portare qualche buona idea a qualche sviluppatore.


Circa Nintendo… stendiamo un velo pietoso che è meglio, anche se Fire Emblem continua a spaccare!