Pensieri, Viaggi

Dopo la tempesta

2 novembre 2018

Due giorni fa ho guardato per ore il tg di antenna3… l’unico che si stava occupando degli eventi in tempo reale, anche se paralva solo della pianura. Vento di scirocco, fortissimo, bloccava l’entrata in mare di alcuni dei nostri fiumi, gonfiati da piogge smodate in montagna. Scenario già visto e allarme meteo annunciata. La paura era quella di trovarsi la casa allagata. Paura che avevo già avuto nel 2010 quando per un fortuito caso mi ero trovato a vivere dalla parte fortunata del fiume, che invece ha rotto dall’altra parte. I danni, già accaduti in passato, potevamo solo immaginarli. Perché questa volta, subdoli, sono stati pure peggio del 2010.

Nella bassa pianura padana, siamo stati miracolati tra una Venezia allagata e le dolomiti letteralmente spazzate. Solo che a Venezia i disagi sono gestibili dai locali e per i turisti si tratta di un gioco. Sulle Dolomiti invece… bah… chissà se mai si potrà ripristinare.

Le strade si rifanno, le case si aggiustano, la corrente torna… ma le foreste… le foreste quelle prima di 20 anni non se ne riparla. E i piccoli paesi, i resilienti che facevano belli i nostri weekend, che ci accoglievano nelle nostre passeggiate o sciate… cavolo quelli sono a rischio estinzione. Senza alberi ne sarà compromesso il clima, ne saranno compromessi i suoni, la luce… senza alberi dico… intanto gli alberi sono la, per terra a marcire. Prima di essere senza alberi, bisogna raccoglierli e portarli via. chissà quanto tempo servirà!
Asiago dove vado spesso, le Melette che pure stavano riaprendo gli impianti sciistici, Valformica con la sua oasi di freschezza in estate, la piana della Marcesina… passata l’emergenza, chissà se saranno riconoscibili. Su qualche giornale qualcuno ha detto che è peggio della guerra… che quest’anno è rievocata nel suo centenario… qualcuno azzarda cifre… ho letto di 300mila alberi caduti… ma dopo ogni curva, su strade bloccate da alberi, si apre un nuovo versante devastato… la conta è destinata a salire.

Un Rocca Pietore senza corrente, telefoni, da ormai 5 giorni. Paradossalmente manca anche l’acqua. I serra di Sottoguda che avevo percorso con gli sci con una fiaccola in mano… la strada sembrea nemmeno esserci più.

Ad Alleghe dove vado d’inverno a sciare… all’ingresso dell’impianto, vicino al lago non ci sono più alberi!! Un amica strettamente legata alle dolomiti e all’Agordino ha aperto una sottoscrizione per raccogliere qualcosa per fornire un piccolo aiuto… in queste occasioni tutto è niente, ma c’è bisogno di ogni piccola cosa… se volete il link è questo

Ma da lontano… un aiuto concreto è difficile da fornire… prima di “FARE” qualcosa c’è da pulire, ma non sarà di certo veloce. poi arriverà la neve a coprire… e in primavera si apriranno di nuovo le ferite sepolte.

Un po’ di foto… quelle di un Veneto desideroso di autonomia e di cui i media nazionali parlano a denti stretti.

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